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TERZA - CINEMA


Il giro del mondo in 8 film

Virgin Mountain/Scappa - Get out
Castellanza, Cinema di via Dante il 06/11/17


Castellanza - Dopo il successo delle prime proiezioni, il giro del mondo in otto film del Cineforum di Castellanza si imbatterà lunedì 6 novembre dalle ore 21,00 in addirittura due proiezioni. Sarà infatti proiettata sullo schermo della sala Castellanzese la pellicola Virgin Mountain del regista nordico Dagur Kari con Gunnar Jónsson, Ilmur Kristjansdottsfir , Sigurjon Kjartansson; a seguire sarà Scappa – Get out di Jordan Peele, con Daniel Kaluuya, Allison Williams: , Bradley Whitford, a calamitare gli occhi degli spettatori.

Virgin Mountain

Fúsi a 43 anni vive ancora la madre e lavora come addetto ai bagagli in un aeroporto. Corpulento e introverso non ha mai avuto una fidanzata e subisce senza reagire i pesanti scherzi dei colleghi. L'attuale compagno della madre per il suo compleanno gli regala un cappello da cowboy e l'iscrizione a un corso di ballo country. Fúsi è estremamente restio alla partecipazione ma l'incontro con Sjofn, una delle corsiste, lo spinge a provare.
Ci voleva un film che arriva dalla periferica Islanda per ricordarci che si può fare un cinema intimistico (nell'accezione più positiva del termine) senza per questo dover annoiare lo spettatore con silenzi chilometrici o solipsistici intellettualismi che aspirerebbero alla dignità della cinefilia senza riuscirvi.

Dagur Kári, grazie anche alla straordinaria prestazione di Gunnar Jonsson, riesce a portare sullo schermo un corpo ingombrante che nasconde o, meglio, protegge un animo gentile che non ha ancora trovato la forza per liberarsi dalle catene di una soggezione filiale ormai soffocante.

Fúsi è altruista come alcuni personaggi di un cinema (quello di Kaurismaki) che con questo condivide la latitudine anche se Kári batte altre piste. Come quelle immense dell'aeroporto in cui agisce un uomo che ha sempre visto partire gli altri rimanendo sempre a terra con un bagaglio da portare molto più pesante di quelli che carica e scarica. C'è una battaglia che combatte fin nei minimi dettagli su un plastico che si è costruito in casa (quella di El Alamein) per dimenticare le sconfitte che il quotidiano gli impone. Fino a quando intravvede una opzione diversa che gli permetta finalmente di crescere senza annullare la parte bambina di sé che una piccola del condominio, sola come lui, sente affine ma che gli adulti vedono come un pericolo. Tra un uso, per lui inusuale, della fiamma ossidrica e una riparazione d'auto per qualcuno che amico non era e non potrà essere, si colloca una presenza nuova: quella di Sjofn.
Con il suo ingresso si misura l'abilità di sceneggiatore di un regista che sa cesellare i propri personaggi non cadendo mai nel facile romanticismo. Sjofn è una donna vera, con la sua tenerezza, le sue aperture, i suoi segreti e i suoi timori. Fúsi con lei impara a vivere in modo nuovo. Il che non significa che tutto sia facile: chi ti aiuta a liberarti può non essere necessariamente libero a sua volta ma questo non deve necessariamente volgersi in negativo. Da ingombranti come ci si sentiva prima ci si può trasformare in imponenti senza aver perso un etto ma avendo colto il valore di un'opportunità

(www.mymovies.it)

 

Scappa – Get out

È difficile scrivere di un film come Scappa – Get Out senza fare spoiler, e farlo sarebbe davvero un peccato mortale in un caso come questo. Per cui cercheremo di non essere troppo espliciti sulla trama e di non dirvi più di quello che i più curiosi di voi già hanno saputo leggendo in giro, visto che si tratta di un film che ha avuto incassi record, rispetto a un budget di nemmeno 5 milioni di dollari. Detto questo, basti sapere che l'opera prima scritta e diretta dal popolare attore comico americano Jordan Peele, con oltre 40 crediti in carriera, soprattutto televisivi (forse qualcuno lo ricorda con Keegan Michael Key, con cui forma il duo comico Key & Peele, nella prima stagione di Fargo:), fa centro sotto tutti gli aspetti: più che un horror è un thriller pieno di tensione ma anche incredibilmente divertente, che come i migliori esempi del genere (i film di Joe Dante, Society, certi titoli di Stuart Gordon) diventa anche irresistibile satira politica.

Impossibile tacere, infatti, che si parla di razzismo e della sua persistenza nella società americana, anche tra gli insospettabili che hanno votato convinti Obama. In fondo esiste anche un razzismo al contrario che si esprime con lo stereotipo: i neri sono più forti, più potenti sessualmente, più bravi nello sport. E dunque, perché non sfruttarli per le loro qualità? E come si fa, dal momento che la schiavitù è stata abolita?

Lo spunto di partenza di questa storia spassosa e inquietante è il weekend che un ragazzo di colore, Chris, si trova a passare nella residenza dei ricchi genitori della ragazza che frequenta da 5 mesi. Il problema è che lei non ha mai detto ai suoi che il fidanzato non è bianco, ma, lo rassicura, loro non sono razzisti e dunque andrà tutto benissimo. Anche se l’amico del cuore gli sconsiglia di mettersi in situazioni potenzialmente imbarazzanti, Chris gli affida il cane e parte, deciso a sopportare per amore di lei. E in effetti il primo impatto è anche troppo positivo, se non fosse per i due domestici di colore che lavorano nella casa e che hanno inquietanti abitudini notturne.

Di più, appunto, non vi diciamo, perché è un piacere unico scoprirlo man mano che il film va avanti, giostrando sapientemente tra i vari elementi in gioco e dosando in modo calibrato ironia e tensione, fino alla parte propriamente horror che non diventa mai troppo splatter ma obbedisce alle regole del gioco con quel qualcosa in più che Peele ha dimostrato di sapergli dare. Parlarne nel dettaglio, evidenziare i riferimenti, le idee geniali che questo Indovina chi viene a cena? ambientato nel mondo della Fabbrica delle mogli con qualche pizzico dei film che abbiamo detto prima e di capolavori della paranoia come Rosemary’s Baby e L’inquilino del terzo piano, significherebbe rendere questa recensione troppo lunga e probabilmente noiosa. La cosa bella oltretutto, è che Get Out non cita, imita o omaggia quei film, ma li ricorda, perché appartiene al loro stesso mondo, come tutte le opere originali.

E lasciamo perdere le polemiche che per una volta hanno tolto al re del cool Samuel L. Jackson la sua corona: il fatto che Daniel Kaluuya sia inglese e non afroamericano non vuol dire assolutamente niente, è un ragazzo di colore, e tanto basta. Oltretutto è talmente bravo (non è cosa di ora: chi l’ha visto in The Fades, Psychoville e Black Mirror, o addirittura ragazzino in Skins lo sa da un pezzo) che una scelta migliore non avremmo saputo immaginarla. Per non parlare del resto del cast, dall’ottimo caratterista Stephen Root a Catherine Keener che l’aria da stronza l’ha sempre avuta e qua la mette perfettamente a frutto, a tutti gli altri che non abbiamo lo spazio di citare (ma riteneteli elogiati).

Dall’irresistibile inizio con Run Rabbit Run (canzoncina inglese che nella seconda guerra mondiale sfotteva i nazisti e che vi si pianterà in testa per sempre), alla fine che non ti aspetti (ed è un bene che Peele abbia deciso di cambiarla per staccarsi, per una volta, dalla realtà), Scappa - Get out  è un horror che non vediamo l’ora di rivedere, al contrario di tanti che vorremmo dimenticare dopo averli visti. E ancora una volta grazie a Jason Blum per averci visto giusto: tra gente di talento, del resto, ci si riconosce al volo.

(www.comingsoon.it)

 

 

L'abbonamento all'intera stagione costa 55 euro, ridotto a 45 euro per  possessori carta LIUC, studenti universitari e over 65; il biglietto di ingresso singolo ad ogni proiezione è di 5,00 euro (ridotto 3,50 euro). Info tel. 0331 480626 e info@cinemateatrodante.it

 

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Pubblicato il 31/10/17 - 69 visualizzazioni