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TERZA - CINEMA


A grande richiesta

Io, Daniel Blake


Castellanza – Ultimo appuntamento lunedì 5 giugno con il Cineforum di Castellanza che alle 21,00 chiuderà il sipario con il film Io, Daniel Blake, film di Ken Loach vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes 2016. L’interpretazione di attori come Dave Johns, Hayley Squires, Dylan McKiernan, Briana Shann ha contribuito a fare del film un piccolo cameo della cinematografia britannica.

Newcastle. Daniel Blake è sulla soglia dei sessant'anni e, dopo aver lavorato per tutta la vita, ora per la prima volta ha bisogno, in seguito a un attacco cardiaco, dell'assistenza dello Stato. Infatti i medici che lo seguono certificano un deficit che gli impedisce di avere un'occupazione stabile. Fa quindi richiesta del riconoscimento dell'invalidità con il relativo sussidio ma questa viene respinta. Nel frattempo Daniel ha conosciuto una giovane donna, Daisy, madre di due figli che, senza lavoro, ha dovuto accettare l'offerta di un piccolo appartamento dovendo però lasciare Londra e trovandosi così in un ambiente e una città sconosciuti. Tra i due scatta una reciproca solidarietà che deve però fare i conti con delle scelte politiche che di sociale non hanno nulla.
È bello ogni tanto verificare che i registi si contraddicono. Era accaduto qualche anno fa con Ermanno Olmi che, presentando Centochiodi, aveva dichiarato che non avrebbe girato più film di finzione. Fortunatamente per noi ne ha già realizzati altri due. Lo stesso succede ora per Ken Loach che sembrava, a sua volta, rivolto al documentario e invece ci regala un film di quelli che solo lui può offrirci. Carico cioè di uno sguardo profondamente umano e al contempo con le caratteristiche del grido che invita a ribellarsi a quello che sembra uno status quo inscalfibile. Per farlo è ritornato, insieme al fido Paul Laverty, per documentarsi, nella sua città natale, Nuneaton, in cui partecipa all'attività di sostegno di chi si trova in difficoltà.

(www.mymovies.it)

 

Laverty e Loach affiancano a una delle figure tradizionalmente più deboli, l'anziano solo, malato e impossibilitato ad accedere a una pensione, un'altra delle situazioni economicamente più a rischio nella nostra "società del benessere": la madre single. Invece di concentrarsi sui propri problemi, Daniel si guarda intorno per vedere se c'è qualcuno che ha bisogno di una mano, e incontra la giovane mamma di due bambini (una deliziosa e intensa Hayley Squires) costretta a trascinare i piccoli da Londra a Newcastle per tirarli fuori da un ostello e in procinto di incorrere in una delle temute "sanzioni".

Ma quello che nasce come un sodalizio tra deboli un po' programmatico si trasforma in questo equilibrato, garbato e poetico script in una sincera e toccante amicizia che ci porta, se possibile, ancora più vicini ai personaggi: piccoli gesti, dettagli ricchi di significato, le parole di Daniel su una moglie che gli ha dato gioie e pene ugualmente infinite, una piastrella che si stacca dalla parete del bagno vanificando gli sforzi di una madre che cerca disperatamente di dare una dimora decorosa ai suoi figli, ci regalano personaggi a tutto tondo, figure memorabili e legami credibili e una delle lezioni più importanti di I, Daniel Blake: quando vi dicono che siamo solo molle in un ingranaggio, numeri in un elenco, vittime designate di un sistema che passa per tali e tanti ciechi e snervanti passaggi da perdere qualsiasi umanità, non credeteci. Siamo persone e le persone si aiutano a vicenda.

(www.cinematografo.it)

 

La coerenza e la totale convinzione con la quale declina le sue storie più politiche – come è quella di questo nuovo I, Daniel Blake – sono insieme la più grande forza e la più evidente vulnerabilità del cinema di Ken Loach.
Sono la sua forza perché questa nuova storia di sofferenza proletaria, e di lotta moderata e faticosa per ottenere il rispetto e i diritti che sarebbero dovuti in ogni democrazia degna di questo nome contro un sistema statale sempre più burocratizzato, spersonalizzato e aziendalizzato, è indubbiamente capace di smuovere i più basilari sentimenti umani di comprensione e solidarietà.
Sono la sua vulnerabilità perché, pur portando avanti battaglie sacrosante e calate in un contesto sostanzialmente aderente alla realtà delle cose, l'inglese si fa abbagliare dal mito di una solidarietà di classe e inter-classe che, purtroppo, esiste e s'incontra sempre di meno.

(www.comingsoon.it)

 

L'abbonamento all'intera stagione costa 55 euro, ridotto a 45 euro per  possessori carta LIUC, studenti universitari e over 65; il biglietto di ingresso singolo ad ogni proiezione è di 4,50 euro (ridotto 3,50 euro). Info tel. 0331 480626 e info@cinemateatrodante.it

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Pubblicato il 31/05/17 - 168 visualizzazioni