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TERZA - CINEMA


A grande richiesta

La vendetta di un uomo tranquillo


Castellanza – Dopo essere sfumato tutto il “rosso di Istanbul, il Cineforum di Castellanza propone un’altra pellicola a grande richiesta: lunedì 22 maggio sarà infatti il turno delLa vendetta di un uomo tranquillo, prim o film di debutto per il regista spagnolo Ra§l Arévalo che transiterà sul grande schermo a partire dalle 21,00.

Thriller vincitore di quattro premi Goya e e apprezzato alla Mostra del cinema di Venezia, vede un maiuscolo Antonio de la Torre nei panni del protagonista dfella vicenda,

"Ha solamente me". E un uomo che nella vita ha solo una persona può giocarsi tutto per difenderla, per il resto ha poco da perdere. "Ha solamente me" lo dice Ana a Josè quando gli parla di Curro, suo marito. Sta per uscire di prigione, ci è entrato otto anni prima, qualcosa andò storto durante una rapina a una gioielleria, la scamparono i compari e ci andò di mezzo lui. Ora vede la luce e ha un unico obiettivo: rifarsi una vita con Ana, la sua compagna, e il loro figlio. Ma qualcosa va storto anche stavolta perché il destino, otto anni prima, non ha tradito solo lui. È difficile raccontare una storia come quella di La vendetta di un uomo tranquillo senza tradire le intenzioni dell'autore, cioè tenere il pubblico incollato alla poltrona con un thriller teso, tosto, che dall'inizio alla fine prende snodi inaspettati. Il film esce oggi al cinema con Bim ed è la prima prova alla regia per Raúl Arévalo, 38enne attore spagnolo assai apprezzato e premiato in patria e conosciuto anche nei circuiti internazionali per Gli amanti passeggeri di Pedro Almodovar (2013) o La isla mìnima (2014), il film di Alberto Rodrìguez vincitore di ben dieci premi Goya. Con Tarde para la ira - questo il titolo originale di La vendetta di un uomo tranquillo - di Goya ne ha portati a casa ben quattro (su 11 candidature), miglior film, regista esordiente, attore non protagonista e sceneggiatura originale. Prima ancora, nel 2016, la Mostra del cinema di Venezia, sezione Orizzonti (standing ovation e sette minuti di applausi), aveva premiato Ruth Dìaz come migliore attrice non protagonista. Repubblica.it vi propone i primi otto minuti in anteprima. 

 

Quattro anni per trovare i finanziamenti, sei settimane di riprese in Spagna, nel cast Antonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Dìaz, Manolo Solo, Font Garcìa, Raùl Jiménez. Un successo in patria, recensioni lusinghiere per un film che coniuga i canoni tradizionali del thriller con richiami forti all'identità locale. La storia è asciutta, la tengono viva un uomo, una donna, un altro uomo, il desiderio di vendetta. Josè è ricco, di estrazione borghese, irrequieto. Misterioso, carismatico, nasconde un segreto. Ana, che che con il proprio fratello gestisce un bar di periferia, è sola da troppo tempo, smarrita, cerca qualcuno a cui affidarsi e incontra Josè. Curro è diverso, proviene da un quartiere molto povero, è cresciuto in un ambiente di delinquenti, piccoli criminali. "I protagonisti vengono da due classi sociali completamente diverse - spiega Arévalo - ma sono uniti da un evento tragico che ha travolto le loro vite e si è trasformato, per ciascuno di loro in modo diverso, in un dramma del quale non possono liberarsi. Non puntavo a creare empatia con questi due personaggi, mi interessava piuttosto che il pubblico comprendesse le loro storie, osservandoli come due esseri umani. Il rapporto fra i due protagonisti era l'elemento chiave, per me, più che la vendetta, un sentimento che al cinema è stato raccontato in mille maniere".

Un film crudo, violento, plumbeo "perché mi attraggono gli ambienti di periferia, ho imparato a conoscerli - continua il regista - quando ho scritto il soggetto del film, otto anni fa, mio padre aveva un bar alla periferia di Madrid. Ho cercato volutamente una sorta di estetica del brutto che poi brutto non è, piuttosto crea un'atmosfera che fa respirare violenza senza bisogno di esporla. Una violenza più cruda, reale, la stessa che sentivo nei discorsi, a freddo, dei frequentatori del bar di mio padre che talvolta commentavano le notizie di cronaca immaginando in che modo si sarebbero vendicati se fosse accaduto a loro". Ad alimentare la tensione, il fatto che tutti i personaggi conoscono solo in parte, o affatto, le intenzioni (e le identità) degli altri - vedere la scena nel seminterrato della palestra.

"Mi aiutato il fatto che gli attori fossero tutti miei amici - ha aggiunto Arévalo - e naturalmente anche il fatto di essere attore. Volevo interpreti con un volto normale, non giovanissimi, non belli, non mi interessava che 'bucassero' lo schermo. Cercavo facce da vicini di casa, che potessero esprimere il peso della vita. Insomma, il genere di attori che usano registi come Matteo Garrone, penso a Gomorra, o i fratelli Dardenne: volti che potessero esprimersi nel silenzio. Spero di esserci riuscito".

(Alessandra Vitali – 30 marzo 2017 - www.repubblica.it)

 

L'abbonamento all'intera stagione costa 55 euro, ridotto a 45 euro per  possessori carta LIUC, studenti universitari e over 65; il biglietto di ingresso singolo ad ogni proiezione è di 4,50 euro (ridotto 3,50 euro). Info tel. 0331 480626 e info@cinemateatrodante.it

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Pubblicato il 17/05/17 - 148 visualizzazioni