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NOTIZIE - DALLA CITTÀ


Con la Fondazione Giulio Moroni

Assistenza anziani


CASTELLANZA – Per affrontarla ci sono due approcci: quello vittimistico che consiste nell’assegnarle il “ruolo” di canto del cigno dell’esistenza con l’attesa della morte, oppure quello propositivo che consiste nel guardarla in faccia senza sconti con la consapevolezza che essa ha ancora molto da dire se le perdite e le risorse ancora disponibili convivono in perfetta armonia. All’età senile, e all’invecchiamento che a essa conduce, comune e fondazione Giulio Moroni hanno dedicato un incontro svoltosi l’altra sera nella sala della biblioteca civica. A illustrare il discorso,  taglio generale ma anche locale, Davide Martani e Chiara Mazzetti, nell’ordine responsabile dell’area riabilitativo educativa il primo e sanitaria la seconda della fondazione, e Mariangela Scazzosi, responsabile del servizio anziani e disabili del comune. Dunque, hanno evidenziato Martani e Mazzetti, la carta vincente per affrontare in modo propositivo la vecchiaia mettendo al bando ogni sterile autocommiserazione è l’acquisizione della consapevolezza della sua particolarità; certo, gli anni non sono più quelli di una volta e il giovanilismo a oltranza rappresenta una concessione all’inopportuno e a volte anche al patetico ma ci sono piaceri che si possono riscoprire e che con l’età giovanile non si potevano soddisfare, momenti chiamati a farsi memoria non meno di quelli vissuti quando i capelli bianchi erano ancora di là da venire. E a Castellanza? “Il servizio di assistenza domiciliare è partito negli anni novanta – ha ricordato Scazzosi – si assistevano in media cento persone, dal 2011  ci sono cinque operatori asa che si occupano di aiutare una sessantina di persone la settimana per tutte le necessità legate a un’assistenza domiciliare”. Ma i bisogni sono sempre tanti e occorrerebbe poter allargare la famiglia di chi assiste. Ecco allora che Scazzosi lancia un messaggio forte e chiaro ai castellanzesi: “oggi manca un gruppo di volontari in che possa svolgere assistenza domiciliare accompagnando per esempio le persone a fare degli esami o accompagnandole a casa, sarebbe bello poterlo costituire, le situazioni di fragilità, che peraltro non riguardano soltanto le persone anziane, sono tante e chiedono un’assistenza capillare”. Un invito rivolto a tutti i castellanzesi che abbiano tempo libero e vogliano dedicarlo a una nobile causa. Perché poi l’età senile, come anche è emerso dal convegno, è qualcosa con cui chiunque prima o dopo è chiamato a fare i conti. Senza sconti.

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Pubblicato il 13/11/17 - 37 visualizzazioni