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NOTIZIE - DALLA CITTÀ


Dialogo tra monsignor Gianni Zappa e Ferruccio De Bortoli

Poteri forti (o quasi)


CASTELLANZA- Uno ha rivolto domande corredandole con acute riflessioni d’attualità. L’altro ha risposto con altrettanta schiettezza e con la tempra del giornalista di lungo corso capace di leggere in profondità e con nitidezza le vicende del sistema paese. Che il dialogo tra monsignor Gianni Zappa e l’ex direttore di “Corriere della sera” e “24 ore” Ferruccio De Bortoli svoltosi l’altra sera al cinema teatro Dante avrebbe catturato l’attenzione e fornito molta sostanza era nel novero del prevedibile. Molti i temi messi sul tappeto: dal ruolo del potere a quello dell’Europa, dal fenomeno migratorio al sempre crescente diffondersi dell’informazione social, fino, naturalmente, alla situazione del giornalismo attuale. L’appuntamento ha fatto da apripista a una serie di conferenze sul tema del bene comune in programma proprio nel cinema teatro castellanzese in ottobre. E ha tratto linfa dall’ultimo libro dato alle stampe proprio da De Bortoli dal titolo “Poteri forti o quasi”. Prima sollecitazione di Zappa, il fatto che il potere sia ormai spesso talmente astratto da risultare sganciato dalla realtà e quindi dalle effettive esigenze della comunità per il cui beneficio dovrebbe operare. “Certo – ha spiegato De Bortoli – sono avvenute molte astrazioni che hanno spesso dato vita a un potere come dominio degli uni sugli altri”. Ma il potere ha mille volti.Anche quello dei migranti che, hanno convenuto i due intervenuti, “è un potere che deve farci capire il ruolo dell’accoglienza e dell’integrazione che l’Europa deve avere e che ci fa fare i conti con la povertà”. Ma De Bortoli si è soffermato anche su altri temi non meno rilevanti, dalla crescente comunicazione social che viaggia con maggiore rapidità ma spesso con minore controllo alla necessità di recuperare la memoria per non ripetere una storia che ha fatto contare troppi morti. A questo riguardo il suo riferimento è stato segnatamente al paradosso di alcuni paesi dell’Est che, “avendo vissuto la barbarie del comunismo e della sua ideologia, adesso stanno con i migranti facendo lo stesso resuscitando le ideologie peggiori”. Ma, in questo scenario certamente non semplice, vi è spazio ancora per la speranza. Sia don Zappa sia De Bortoli hanno infatti esortato a non dimenticarsi “delle tante persone per bene che, anche laddove lo Stato è arretrato, proseguono con il loro impegno silenzioso”. In particolare De Bortoli ha ricordato come “questo paese abbia un capitale sociale preziosissimo fatto di tanto volontariato e tante persone per bene, un capitale più numeroso di quello che si riscontra in altri paesi”. Capitali sociali che sono stati, ma anche che furono e devono essere portati come sempiterno esempio. I due nomi emersi sono quelli dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, ucciso mentre stava indagando sull’affaire del crac del banchiere Michele Sindona, e del giudice siciliano Rosario Livatino. Una serata molto corposa che ha contribuito a riflettere in modo non banale su temi di stringente attualità con cui ognuno è chiamato a fare i conti se voglia dirsi cittadino maturo.  

 

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Pubblicato il 25/09/17 - 203 visualizzazioni

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