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NOTIZIE - DALLA CITTÀ


S.P.R.A.R.

Servizio di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati

CASTELLANZA  - Ospiterà dieci persone e sarà la nuova frontiera dell’accoglienza castellanzese. Per sei mesi cui se ne potranno aggiungere altri in base alle necessità di ogni immigrato. Sulla strada della costituzione di uno Sprar (Servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati) sul territorio cittadino è stato compiuto un passo di tutto rilievo. L’altra sera sul progetto si sono confrontati, in un corposo convegno, ben sette relatori coordinati dall’assessore alle politiche sociali Cristina Borroni. Tutti concordi su un punto: lo Sprar non rappresenta semplicemente un momento di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo ma un preziosissimo alleato per il loro approdo a una buona integrazione con il territorio e a una vita autonoma. In più consentiranno ai comuni di avere maggiore libertà di azione sul fronte dell’accoglienza rispetto all’altra formula, quella dei centri di accoglienza stranieri, la cui gestione è nelle mani della Prefettura. Ad aprire la serie dei contributi di riflessione è stato Silvio Aimetti, sindaco di un comune, Comerio, tra i primi a impostare nel concreto un discorso di accoglienza con la creazione di una struttura con otto migranti nell’estate del 2015. E’ poi toccato a Isabella Airoldi, responsabile del settore socio assistenziale del comune, il compito di illustrare il lavoro preparatorio che Castellanza ha compiuto verso la costituzione dello Sprar. Davide Bertello e Roberta Tumiato delle cooperative “Pietra Alta” e “Valdocco”  si sono invece soffermati sulla centralità del progetto Sprar e sulla necessità della realizzazione di un’integrazione ottimale che passi da due fattori: buona conoscenza dell’italiano da parte degli ospiti degli Sprar e adesione a un progetto personalizzato che abbia come momento centrale il lavoro. Federica Di Donato e Marco Oldani della cooperativa “Intrecci”hanno invece parlato dell’esperienza del centro di accoglienza di via Veneto a Castellanza voluta dal parroco don Walter Magni. In questa realtà sono stati accolti quattro migranti provenienti da Nigeria, Senegal, Pakistan e Ghana: “li abbiamo portatia vedere i varii luoghi della città  - ha spiegato Oldani -  dalla biblioteca al municipio spiegando loro chi siano per esempio sindaco e giunta e che funzioni abbiano, hanno partecipato anche a feste dell’oratorio dando una grossa mano per operazioni come verniciatura e sistemazione degli spazi e partecipando a iniziative comuni con i giovani”. Non da ultima, Francesca Zappa delle Officine Casona di Castellanza ha parlato dell’esperienza di questa struttura che coinvolge i  migranti in lavori con ceramica, legno, sartoria e riparazione di biciclette. Insomma, una serata a tuttocampo che ha sia fornito un ausilio prezioso per conoscere cosa sia esattamente uno Sprar sia un momento di reale e concreta solidarietà. Con la consapevolezza, per usare le parole di Tumiato, che “ per questo progetto sarà fondamentale l’appoggio dei cittadini”.     

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Pubblicato il 21/09/17 - 246 visualizzazioni

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