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NOTIZIE - DAL TERRITORIO


Cimitero caduti Cecoslovacchi


SOLBIATE OLONA – La storia si è fatta ricordo. Ma si è fatta soprattutto messaggio verso le nuove generazioni perché diffondano per sempre, nel quotidiano, un immarcescibile messaggio di pace. Da oggi la vicenda della presenza dei cecoslovacchi che hanno combattuto nella prima guerra mondiale in Valle Olona, 563 dei quali hanno  riposato dal 1919 al 1964 nel cimitero di Solbiate Olona in via IV Novembre, ha un alleato in più per essere tramandata ai posteri: è la stele inaugurata proprio lunedì mattina nello stesso luogo in cui il cimitero sorgeva alla presenza delle autorità cittadine, sindaco Luigi Salvatore Melis in testa, e di quelle ceche e slovacche, rappresentate nel primo caso dall’ambasciatrice Hana Hubackova e dal consigliere d’ambasciata Josef Spanik, nel secondo dall’ambasciatore Jan Soth. “Tempo fa- ha ricordato Melis – ricevetti dal dottor Spanik una chiamata perché voleva saperne di più sul cimitero dei cecoslovacchi a Solbiate Olona, insieme con il colonnello Vincenzo Ciaraffa ci mettemmo alla ricerca di documenti, ne è emerso un libro da lui scritto intitolato “I cecoslovacchi sull’Olona”. Hubackova e Soth si sono soffermati sulla centralità del ricordare i sacrifici compiuti dai combattenti dei loro paesi, ora due mentre allora erano un’unica anima chiamata Cecoslovacchia. Un ricordo destinato appunto a farsi memoria ora anche grazie a una stele verticale di forma rettangolare che, come nelle intenzioni dell’amministrazione comunale e dei paesi ceco e slovacco, così come del suo progettista David Antognazza, ha riunito i quattro simboli della natura, acqua, aria, terra e fuoco. Nella stele, ha ricordato Antognazza, si fondono elementi medievali e di antica preistoria così come ispirati alla romanità. “La stele – ha ricordato – è stata posizionata in un bosco che è “lucus memoriae”, come i Romani intendevano appunto i boschi in cui conservare i loro ricordi più importanti, ed è significativo sia che sorga dove un tempo vi era il cimitero dei cecoslovacchi sia in un luogo circondato da querce simbolo antico di forza”. L’acqua simboleggia sia il sangue versato dai caduti sia la congiunzione tra terra e cielo, il fuoco la preghiera affinché queste tragedie non abbiano più a verificarsi. “Che questa stele- ha concluso Melis- possa rappresentare un monito  ai giovani perché possano vivere sempre secondo i valori autentici di democrazia e pace”.

 

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Pubblicato il 26/09/17 - 53 visualizzazioni

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