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PALIO


Palio 2012: un bilancio. Guardando al 2014

Durante la conferenza stampa tenutasi al termine della manifestazione il sindaco ha ribadito il pieno sostegno all'associazione neroverde affinchè il Palio diventi patrimonio collettivo della città

Castellanza (gam) - Pari e patta: è stata la la pioggia del tardo pomeriggio di ieri domenica 10 giugno a determinare l'esito della seconda edizione del Palio de la Castellantia. Allo stadio di via Diaz di fronte ad un nutrito pubblico le otto contrade castellanzesi hanno avuto modo di affrontarsi in sole due delle cinque competizioni in programma, giungendo ad un pareggio tra San Simeone e San Giovanni (già vincitrice della prima edizione). La proclamazione del vincitore è affare dei prossimi giorni e sarà concordata con i capitani delle contrade.

Al di là della conclusione anticipata, il campo di via Diaz è stato teatro di una manifestazione di grande impatto: le marching band, che dopo aver sfilato per la città sono confluite con il corteo storico e delle contrade, hanno dato spettacolo con le loro brillanti esibizioni e la ricostruzione della battaglia tra esercito napoleonico ed austriaco è stata avvincente e spettacolare.

"Sono ottimista e vedo positivo - ha esordito in conferenza stampa il presidente della associazione Castellanza Neroverde Alberto Affetti, tracciando un bilancio della manifestazione. Sono contento di come è andato il Palio, malgrado la conclusione affrettata: del resto non c'erano alternative ed era giusto chiudere la giornata. Ma siamo comunque riusciti a condurre a termine una buona parte del programma, che è stato suggestivo e impressionante, soprattutto per quanto riguarda le performances delle manching band e la ricostruzione della battaglia. A tutti coloro che hanno contribuito alla loro realizzazione, in particolare alla Fondazione del Varesotto, all'associazione Anima (che si occupa di organizzare gruppi provinciali di marching band, ndr) e alla Compagnia San Giorgio e il Drago il mio sentito ringraziamento".

Più in là si è spinto il sindaco Fabrizio Farisoglio, confermando non solo la volontà dell'Amministrazione di proseguire nel solco tracciato da queste prime due edizioni, ma soprattutto di rendere il Palio il principale punto gravitazionale della vita aggregativa castellanzese.

"Dopo due edizioni - ha dichiarato il primo cittadino - la scelta di riproporre l'appuntamento con il Palio è ormai definitiva. noi vogliamo che il prossimo Palio sia sentito da tutti,  si tratta di una manifestazione che è fatta di coinvolgimento e deve essere condivisa da tutti. L'organizzazione del Palio diventerà il punto finale di un percorso che l'amministrazione comunale intende sostenere e che diventerà per tutte le associazioni del territorio la cartina di tornasole rispetto agli indirizzi dell'amministrazione".

Su questo punto il sindaco ha insistito con molta chiarezza: "Nel 2010 il termine del mandato non ci ha consentito di lavorare in questa direzione ma ora siamo molto sereni: il nostro percorso è di sostenere l'associazione neroverde. L'amministrazione comunale farà tutto quello che è in suo potere, anche tramite la pianificazione degli strumenti di concessione di patrocinio, per spingere le associazioni del territorio a muoversi in questa stessa direzione che culminerà nel palio del 2014. I patrocini e i contributi terranno conto delle risposte agli indirizzi dati dall'amministrazione, un po' come i bandi di una fondazione, basati sul grado di coinvolgimento rispetto ad una sollecitazione ad agire in una determinata direzione".

Insomma, il palio come patrimonio collettivo, un'esperienza di tutti che travalica le appartenenze politiche: "Molti l'hanno capito, prosegue Farisoglio, tant'è che tra i figuranti c'erano anche esponenti di forze politiche d'opposizione tra cui il consigliere Matteo Mazzucco, che al di là delle diverse vedute politiche comunque ha sentito di fare sua la proposta".

"La manifestazione sta prendendo la giusta forma, ribadisce Affetti: il Palio non dev'essere espressione di una parte politica. Sono convinto che il coinvolgimento crescerà ancora diventando un patimonio comune. Occorre avere pazienza, dare tempo alla manifestazione di crescere, perfezionarla correggendo i difetti organizzativi che comunque ci sono stati. Ma l'entusiasmo che abbiamo recepito è stato forte e ci induce a proseguire su questa strada. Quello che auspico è che in questi anni ci siano attività aggiuntive per tentare di coinvolgere sempre più gente".

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Pubblicato il 11/06/12 - 1770 visualizzazioni