Cerca nel sito:

PALIO


Il parco della LIUC “invaso” da romani e barbari


Castellanza (lg) – L’attesa per il Palio de la Castellantia è finita. Da oggi tra i prati e gli alberi del parco dell’Università LIUC – Carlo Cattaneo sono spuntate tende, accampamenti e bancarelle di un mercato storico che creano un’atmosfera di festa e ci riportano indietro nel tempo.

Sotto il sole di un sabato pomeriggio estivo alcuni volonterosi visitatori, che con il passare delle ore si sono fatti sempre più numerosi, hanno potuto ammirare la ricostruzione di un accampamento romano e di uno dei barbari, il campo di allenamento dei gladiatori e la bancarelle di un mercato che esponevano pelli, vasellame di coccio, elmi, spezie, legumi e ortaggi. 

Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla compagnia San Giorgio e il Drago affiancata in questa occasione dal gruppo LEGIO I ITALICA che hanno realisticamente ricostruito l’ambientazione del tardo impero romano. Le due associazioni impegnate da tempo in rievocazioni storiche e spettacoli a tema hanno dato inizio alla due giorni in cui Castellanza fa un salto nel passato e, grazie alle otto contrade impegnate a contendersi il palio, ingaggia una “battaglia” a suon di giochi per ragazzi.

In una parte del parco si sono stabiliti i “romani” con il proprio accampamento, impegnati ad esercitarsi per la battaglia che domani li vedrà contrapposti ai barbari allo stadio comunale di Castellanza. Ecco che i soldati romani armati di daghe e picche si esercitano sotto il sole con le loro armature di cuoio. Mentre i miles si esercitano nella formazione a testuggine, tra le tende si riparano le cotte di maglia  e si preparano le armi per combattere. Sotto la scarsa ombra degli alberi si vedono le bancarelle che ospitano i figuranti che mostrano come si realizzano mosaici o danno una dimostrazione pratica di come funzionavano gli strumenti musicali antichi. Un rappresentante della LEGIO I ITALICA illustra ai visitatori come i romani grazie a particolari corni richiamassero le loro truppe per affrontare gli schieramenti nemici, ma anche come aulos, cetre e tamburi fossero gli strumenti musicali per il divertimento o le cerimonie religiose.

Il campo dei barbari appariva più modesto, ma molto frequentato da bambini e genitori, affascinati dai figuranti barbari, con un evidente accento emiliano, che preparavano scudi e armi per le prossime battaglie. Ad attrarre maggiormente l’attenzione era la fornace allestita per la lavorazione del vetro dove un robusto fabbro cercava di accendere il fuoco con scarso successo grazie a pietra focaia e acciarino. Il fuoco nella piccola fornace alla fine è stato accesso e grandi e piccoli sono rimasti affascinati nel vedere il barbaro lavorare con l’aiuto dei mandrini il vetro per farne luccicanti e colorate perle di vetro per le collane di uomini e donne della tribù.

A fianco dell’accampamento barbaro i gladiatori si esercitavano in vista dei combattimenti serali affascinando con le loro armi e i loro gesti i bambini che arrivavano a piccoli gruppi al parco per partecipare ai primi giochi. Dall’altra parte del vialetto ad accendere la curiosità erano la bancarelle del mercato antico dove i figuranti esponevano le loro merci e invitavano i bambini di passaggio a partecipare all’avventura a base di giochi che si stava preparando dall’altro lato del parco.

Il clima di attesa per il combattimento dei gladiatori previsto per la serata di sabato è allegramente stemperato dalle risate e dalle urla dei ragazzi e dei figuranti delle contrade che cominciano ad affollare il parco.

© riproduzione riservata
 
Pubblicato il 07/06/14 - 1224 visualizzazioni