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"Non chiamatelo gioco": un bando per sensibilizzare i giovani sui rischi del gioco d'azzardo


Castellanza (lg) - Il Coordinamento Contro Overdose da Gioco d'Azzardo, composto da 23 comuni tra i quali la Città di Castellanza, dall'Ufficio di Piano di Zona di Gallarate e dall'Associazione AND-Azzardo e Nuove Dipendenze, ha promosso la seconda edizione del concorso "Non chiamatelo gioco"  per sensibilizzare il nostro territorio ed in particolare i giovani sui rischi del gioco d'azzardo.

Colgo l’occasione dell’inaugurazione della nuova sede dall'Associazione AND-Azzardo e Nuove Dipendenze, che dal 4 ottobre ha trovato una collocazione definitiva a Lonate Pozzolo, in via XXIX Maggio 65 – 1° piano” – suggerisce l’Assessore alle Politiche Sociali della Città di Castellanza, Matteo Sommaruga – “per riportare l’attenzione sull’iniziativa legata al concorso "Non chiamatelo gioco" , giunta alla seconda edizione”.

Il concorso è finalizzato alla realizzazione di brevi slogan, messaggi di testo ed elaborati grafici, in un'apposita sezione, che evidenzino i rischi del gioco d'azzardo legale. Il bando, aperto ad associazioni, scolaresche, ma anche a singole persone, ruota attorno al tema  "Il gioco d'azzardo non è ... un gioco". Gli elaborati verranno giudicati da una commissione che individuerà i vincitori e li premierà nel corso di una manifestazione il 21 febbraio 2015.

Da sempre la Città di Castellanza ha fatto della lotta contro le ludopatie uno dei suoi punti di forza ed in particolare l’Assessore alle Politiche Sociali, Matteo Sommaruga, è sostenitore di tutte le iniziative tese a combattere questa piaga sociale.

Ormai le scuole sono iniziate e vorrei portare l’attenzione delle istituzioni scolastiche della nostra città su questo concorso e sulla necessità di sensibilizzare gli studenti su questo tema, invitandoli a partecipare all’iniziativa. Lo scorso anno” – precisa Matteo Sommaruga – “ho partecipato in veste di giurato al concorso "Non chiamatelo gioco" ed alla fine è stata davvero dura la scelta dello slogan migliore, perché tutti erano meritevoli. Soprattutto erano slogan ispirati, scritti con molta passione da parte di giovanissimi studenti ed allievi, che hanno commosso tutto il coordinamento.

Ci fa ben sperare aver constatato che i bambini e i minori in generale, abbiamo ben compreso la portata del problema del gioco d’azzardo patologico (GAP). La nostra città ed in particolare il mio assessorato hanno sempre sentito il problema, ancor prima che arrivasse alla ribalta nazionale, e pur in assenza di una normativa efficace per contrastare tale piaga, abbiamo sempre tenuto alta l’attenzione.

Un problema che era emerso lo scorso anno, nel momento di lancio di questa iniziativa nelle scuole di tutto il territorio provinciale, è stata la difficoltà che alcuni dirigenti scolastici lamentavano nel dover presentare ai ragazzi la tematica del gioco d’azzardo patologico (GAP). Devo dire che gli studenti stessi hanno stupito tutti, dimostrando estrema maturità. Nel corso del 2014 il concorso si è fatto strada e da Varese è arrivato in altre provincie e regioni d’Italia e sono certo che quest’anno l’adesione delle scuole verrà raddoppiata, confermando come la sensibilizzazione sia ancora lo strumento migliore…..in attesa che lo Stato legiferi seriamente sul problema.”

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Pubblicato il 10/10/14 - 818 visualizzazioni