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"Come sollevi 130 kg? con un piatto di pasta e un bicchiere di vino"

Quattro chiacchiere con Tiziano Bortoluzzi, presidente della Castellanza Pesi, e i suoi ragazzi.

Castellanza (gam) - La sala della Castellanza Pesi in via don Minzoni è affollata di attrezzi e macchinari di ogni tipo, una decina di persone si sta allenando; sopra l'ingresso della saletta dove si allenano quei pesisti che durante quest'anno hanno collezionato medaglie a profusione, campeggia in bella vista un cartello che riporta "Il doping è via di fuga per i deboli e incapaci", la parola d'ordine di cui l'associazione castellanzese che dal 1987 accumula successi in ogni ambito, si fa portavoce e vanto. Ad accoglierci Tiziano Bortoluzzi, presidente della Castellanza Pesi, attorniato dai suoi ragazzi Mattia Aquilanti, Christian Farina e Filippo Carabelli, tutti e tre intendi negli allenamenti che hanno loro consentito di raggiungere importanti risultati in ambito nazionale.

In 27 anni di attività la Castellanza Pesi ha raccolto 43 titolinazionali che costellano la parete d'ingresso della parete. I frequentatori della palestra, tra sollevamento pesi e body building, sono circa 180; una quarantina di loro sono attivi nei contesti agonistici della FIPE  (a cui l'associazione è affiliata).

La pesistica, questa sconosciuta: tant'è che non ci è nemmeno chiara la differenza con il body building, la cultura fisica. Un po' timorosi, mentre i ragazzi si allenano in slanci e strappi, chiediamo a  Bortoluzzi che ci spiega: "Il body building serve al mantenimento fisico e al potenziamento muscolare, ma è un esercizio di tipo statico; la pesistica invece ha na componente tecnica importante". Ce ne accorgiamo, infatti, tra tonfi tonfi di bilancieri da 1305 kg rilasciati a terra dopo l'esercizio: lo strappo, l'esercizio più tecnico, consiste nel portare il bilanciere sopra la testa a braccia tese in un unico movimento, mentre durante lo slancio l'atleta porta il peso prima al petto e poi sopra la testa. In entrambi i casi, devono essere rispettati principi di simmetria ed equilibrio - che non sono poi così scontati con più di 100 kg addosso.

A guardare l'esercizio non si può che pensare a L5 - S1, il famigerato interstizio vertebrale della colonna da cui a moltissimi fuoriesce un'ernia. Saranno pure giovani, ma sollevano più del doppio del loro peso. "In realtà è rarissimo che i pesisti soffrano d'ernia - ci spiega Tiziano -. I risultati come gli ori conseguiti da Mattia e Christian si ottengono in anni di allenamento costante che rinforza la muscolatura e facilita la scioltezza articolare; l'ernia è tipica di altri sport in cui è richiesta la corsa, oppure, al contrario, in casi di poca attività fisica e vita sedentaria"

L'allenamento e la dedizione sono la chiave del successo. "Niente doping, non se ne parla neanche: "In quasi trent'anni di attività dell'associazione, con oltre 40 titoli nazionali all'attivo, nessuno dei nostri atleti ha mai imbrogliato -  sottolinea fiero Bortoluzzi - da noi la ricetta è quella di cinquant'anni fa: un piatto di pasta e un bicchiere di vino!". "La pesistica dà anche questo bel messaggio - incalza Christian - si può vincere solo allenandosi". Tutti i giorni, come Mattia, o almeno 3 volte a settimana, come Christian; e ci vogliono almeno 3-4 anni per ottenere dei risultati significativi.

Anche perchè, a dirla tutta, oltre ad essere poco conosciuto, il sollevamento pesi è uno sport povero. Non ci sono premi in denaro, l'unico riconoscimento è la medaglia e l'attestato (che per puro caso viene recapitato proprio mentre è in corso l'intervista); non c'è professionismo anche a livello nazionale, gli unici che possono dedicarsi tutto i l giorno allo sport sono militari (fiamme gialle e fiamme oro, da cui viene la quasi totalità degli atleti olimpici): "senza passioner, non si va da nessuna parte", chiosa Tiiziano.

In più, nonostante le apparenze, la pesistica è realmente uno sport per tutti. Esistono molti atleti diversamente abili, che competono nelle categorie paraolimpiche in tutte le discipline - in relazione al tipo di disabilità, naturalmente. "Hanno uno stimolo maggiore rispetto a noi - ci fa notare Christian - e  lo sport aiuta l'autostima e la consapevolezza, oltre ad essere un'occasione vera di integrazione".

Ma non a Castellanza, però. Il motivo? semplice: lo spazio. La palestra della Castellanza Pesi è un autentico centro di eccellenza, senza'altro il più importante dell'altomilanese quanto a risultati, eppure saranno si e no 200 mq affiancati alle tribune dello stadio comunale. L'auspicio è che in qualche modo si riesca a trovare maggiore soostegno - che pure, ammette Bortoluzzi, non è mancato da parte del Comune. "La pesistica ha un significato anche per gli altri sport, aumenta la forza veloce - conclude Tiziano - ed è uno sport per tutti. speriamo di coinvolgere sempre pù amatori".

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Pubblicato il 20/12/13 - 1465 visualizzazioni