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Presentazione del libro

Il Demonio di Sant'Andrea
Castellanza, Ludoteca DefCon 2.0, va Pomini 9/C il 26/11/15


Castellanza (redazione) - Giovedì 26 novembre, alle ore 21:00 presso la Ludoteca DefCon2.0 di Via Pomini 9/C a Castellanza, Gaetano Allegra, presenta il suo romanzo storico Il demonio di Sant'Andrea.

Grazie all'impegno dell'Associazione Culturale Ecomuseo della Valle Olona, del Piccolo Mondo Antico, delle Edizioni d'Este si vuole far meglio luce su una parte della storia italiana ancora non ben chiarita.

Con la prefazione di  Rita Borsellino e la postfazione di Eugenio Bennato, Il demonio di Sant'Andrea è un romanzo storico che tratta il tema del brigantaggio nell'epoca borbonica spostando la prospettiva del lettore, spesso influenzata dai testi scolastici, in merito alla questione meridionale, permettendo un'immersione realista nella Lucania preunitaria.

La storia è ambientata nel 1838 quando  a Sant’Andrea, paesino della Lucania, nasce Totore, figlio di Maria e Pasquale Iodice. Dal padre contadino eredita i geni dell’integrità e del senso di giustizia, dalla madre equilibrio e resilienza. Talenti elevati all’ennesima potenza da un marchio di fierezza che, sin da bambino, gli conquista un soprannome che diventerà leggenda: il  Demonio di Sant’Andrea.

La sua passione per il sapere e la curiosità lo rendono acculturato e consapevole che l’istruzione è negata ai più per mantenerli sottomessi. Matura senso di appartenenza e responsabilità verso una terra e un popolo oppressi dai Borboni ma anche ingannati dal miraggio di un’Unità d’Italia sotto l’egida savoiarda, che alla gente non porterà né libertà né emancipazione. Il Demonio accumula conoscenza. A tutto questo attingerà quando, ingiustamente incarcerato e poi evaso costretto alla macchia, dovrà diventare brigante. Assieme ad altri fedeli alleati,  Ninco-Nanco e Staccone, e il decisivo alleato Carmine Crocco, comanderà un esercito popolare sempre più numeroso e fonderà una città incredibile, utopia fatta luogo.

 

(www.booksblog.it)

 

Modera l'incontro Giuseppe Musolino, presidente dell'Associazione Un'altra storia.

Approfondimenti di Michele Palazzo.

michele.palazzo6@alice.it

349 7511493

 

"Era esattamente come aveva detto, un giorno, il giovane Gerardo. La cieca forza è utile, se spinta nella giusta direzione dall’intelligenza. Quell’intelligenza erano Totore, Crocco, Tardio. Gli unici uomini in grado di convogliare nel punto esatto tutta la forza di quella terra derelitta e con essa di opporsi al destino che, con spietata monotonia, quella stessa terra voleva sempre schiava e asservita alle sue beffe.

Ora, come un pugno rabbioso, quella forza stava arrivando. Marciavano tutti insieme, soldati e contadini, donne e adolescenti, istruiti e analfabeti, e intanto cantavano. Abbiamo posato chitarre e tamburi, perché questa musica deve cambiare. Siamo briganti, facciamo paura, ed è con il moschetto che vogliamo cantare. E ora cantiamo questa nuova canzone: tutti dovranno impararla. Non ce ne frega niente del Re Borbone: la terra è la nostra e nessuno deve azzardarsi a toccarla!"

«‘A terra è ‘a nostra e nun s’a dda tucca’!», ripetevano due volte in un coro di mille voci. Ed era uno spettacolo grandioso, era un fiume in salita che andava contro la corrente, era un fiotto di sangue che ritornava al cuore…"

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Pubblicato il 24/11/15 - 604 visualizzazioni