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RUBRICHE - TRADIZIONI E USANZE


La strega è ritornata

Ritorna giovedì 26 il tradizionale appuntamento con il falò Gioeubia

Castellanza (gal) - Gioeubia, Giobia, Giobbia, Giöbia, Giobbiana, Giobiana, Giubiana, Zobia, Giünee,  Geneé… tanti nomi per indicare una manifestazione sola: il rogo del fantoccio a fine gennaio. Tanti nomi, tante tradizioni, ognuna che ne rivendica la paternità vera o presunta.

La leggenda, di non note origini, ma sicuramente pre-cristana, vuole che la Gioeubia (o comunque la si voglia chiamare) fosse una strega dalle gambe lunghissime, in virtù delle quali riusciva a non posarsi mai a terra, spostandosi sugli alberi anche grazie a una scopa volante; era cattiva e faceva spaventare chiunque le passasse a tiro, soprattutto i bambini, con cui preparava lauti banchetti. Una sera una mamma, per salvare il figlioletto, preparò un buon risotto con zafferano e salsiccia e mise la pentola sulla finestra, in modo da attirare la strega. Ella arrivò e cominciò a mangiarne; e siccome il risotto era così buono e così tanto, la Gioubia non si accorse del passare del tempo. L’alba la sorprese e, poiché strega, la uccise.

Si pensa che il nome possa derivare da un dialetto piemontese; Gioeubia vuol dire giovedì: infatti la tradizione vuole che il fantoccio venga bruciato l’ultimo giovedì di gennaio, quest’anno il 26.

La festa della Gioeubia è molto radicata nel nord Italia, in special modo in Piemonte e Lombardia. Con il rogo del fantoccio viene simboleggiato il rogo dell’inverno e di tutte le cattive azioni, propiziando l’arrivo di buoni frutti per l’anno entrante.

Nel mese di luglio 2011 la Giunta Regionale della Lombardia aveva deliberato uno stop a tutti i roghi e fuochi all’aperto, per venire incontro ad interventi anti inquinamento, compresi i falò della tradizione. La Gioeubia, Sant’Antonio, ma anche la Befana che viene bruciata in certe zone della regione, avrebbero perso un pezzo della loro tradizione e, forse, con l’andare del tempo, anche la loro storia. Grazie ad interventi su questa deliberazione si è giunti al “compromesso” che i falò possono essere autorizzati in deroga, con atto specifico del Sindaco competente, valutando caso per caso.

Tra gli appuntamenti sul territorio per il falò della Gioeubia, ricordiamo quelli a Castellanza, Busto Arsizio, Gallarate.

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Pubblicato il 17/01/12 - 2490 visualizzazioni