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La Castellanzia: nuove ipotesi

Il testo di Alberto Roveda (Gruppo di ricerca storica e archeologica) propone una ricostruzione dell'origine del toponimo.

Castellanza (gam) - Sponzano, Cogorezio, Casteniate, infine Castellanza: qual è la genesi del toponimo della città?

Alberto Roveda, del Gruppo di Ricerca Storica e Archeologica ha cercato di dipanare le nebbie del passato, in mancanza di evidenze archeologiche e in carenza di fonti storiche dirette, proponendo l'ipotesi che il nome Castellanza derivi dalla presenza di una fortificazione a difesa della "signoria rurale" dei nobili de Lanteris, probabilmene vassalli dei visconti di Milano e attestati a  Castellanza intorno al 1300 (ma presenti a Busto Arsizio dall'anno mille).

In realtà che nella parte alta della città ci fosse un castello era già stato ipotizzato, tant'è che anche il Palio de la Castellantia, la manifestazione che si svolge ogni due anni a giugno, ad essa si riferisce esplicitamente. Roveda però si spinge oltre: nel lavoro "La Castellanzia: nuove ipotesi" (che qui pubblichiamo) raccoglie gli sparuti elementi di fatto e sulla base di essi riformula un'ipotesi ricostruttiva.

Non ci sono resti archeologici, si tratta di ipotesi, Roveda lo mette subito in chiaro: ma sembra  proprio nei pressi dell'attuale chiesa di San Giulio ci fosse una fortificazione. Anzi: che l'antica chiesa, ora scomparsa, fosse una cappella privata, la Cappella de la Castellanzia (così nel Notitiae Cleri Mediolanensis de anno 1398), ad uso del castello.

Le tracce della fortificazione, prosegue Roveda, sono infatti reperibili in un'antica foto degli anni '20 che raffigura la chiesa di San Giulio vista val Sempione: si scorge un tratto di muro, in prosecuzione della cinta della chiesa, che chiude l'attuale via Veneto. Ma potrebbe trattarsi di una cinta divisoria costruita in epoca successiva, non necessariamente di una tratto di fortificazione, si potrebbe obiettare.

A supporto di tale ipotesi giunge un appunto di Guido Sutermeister che, scavando delle tombe romane nell'area all'incrocio tra via Veneto e corso Matteotti, si sarebbe imbattuto nelle fondazioni di un muro fortificato  a protezione degli abitati di Sponzano (il nucleo antico di via Roma) e Cogorezio (l'area al confine con Legnano tra via Borsano e la provinciale verso nord). Sebbene manchi l'evidenza empirica, la conclusione appare inevitabile.

Anche Castegnate sembra aver avuto il suo ricetto (cioè una fortificazione): nel Catasto Teresiano del 1722 si scorge una struttura a fuso nei pressi dell'antica chiesa di San Bernardo (che sorgeva dove ora si trovano i giardini di piazza Castegnate), un gruppo di case i cui muri esterni fungevano da recinzione e il cui tracciato è ancora visibile nell'andamento delle vie Card. Ferrari e Castegnate.

E quindi, Castellanza significherebbe "Castello dei Lanteri", diventato nei secoli "dei Lanzi"? Roveda lo esclude: "Il castello (o dimora fortificata) e la castellantia (obbligo) possono aver contribuito alla genesi del toponimo di Castellanza, ma nella disputa sull’origine del nome della nostra città si deve considerare anche l’antica voce lombarda castellanza, termine che ricorre spesso nelle fonti documentarie per indicare lo spazio giurisdizionale definito da un castello e dalle ville, fattorie autosufficienti solitamente fortificate, che ad esso afferivano".

La Castellanzia: nuove ipotesi

 

 

 

 

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Pubblicato il 13/11/14 - 1026 visualizzazioni

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